Il PRIMO TROFEO
______________________________________________________ Inviato il 2/08/04 ___

La prospettiva di poter prendere un capriolo mi ha sempre affascinato fin da quando ero bambino, tanti anni fa. Tutta la preparazione dell'esame per selecontrollore, le fasi successive di verifica del territorio del distretto prescelto, la scelta della carabina e dell'ottica, le numerose visite al poligono dove avevo constatato la precisione dell'arma, la scelta definitiva dell'appostamento di caccia e la sua predisposizione erano state un'escalation di emozioni che poteva culminare solo nell'azione di caccia.
Il giorno dell'apertura fu quasi come il vero primo giorno di caccia di tanti anni prima, mi recai trepidante all'appostamento, ma nonostante una lunga attesa e che la zona recasse numerosissime tracce di animali, non vidi niente. Anche le uscite successive furono movimentate solo da un cinghiale che veniva tutte le volte a mangiare i frutti che cadevano da un melo selvatico, di caprioli nessuna traccia o meglio fatte e tracce dovunque, ma gli animali non si facevano vedere.
Alla quinta uscita cominciavo ad essere demoralizzato, ma dopo un'ora di attesa intravidi una schiena rossa inequivocabilmente di capriolo dietro un dosso del terreno. Mi alzai per vedere meglio, era proprio il maschio giovane che mi era stato assegnato. Non potevo utilizzare l'appoggio perché se mi sedevo non vedevo più l'animale. D'altra parte la distanza era di soli 45/50 metri.
Decisi di tirare a mano libera, non azionai neanche lo stecher, l'animale mi sembrava enorme nell'ottica.
La fucilata provocò una colonna di terra e polvere che si alzò fra le gambe della preda. Il capriolo, neanche tanto spaventato fece due salti, si soffermò un attimo al limitare del bosco e scomparve.
Rimasi come un cretino, ci misi una mezz'oretta per riprendermi, la padella era un'eventualità che non avevo considerato fino ad allora, ma era diventata subito la realtà. Ispezionai con cura il punto dove era l'animale e il viottolo dove era scomparso, ma il solco nel terreno lasciato dalla palla parlava fin troppo chiaro, infine raccolsi le mie cose e me ne andai affranto. Non dormii per diversi giorni e tornai subito al poligono per verificare che la carabina era, come prevedibile, perfettamente tarata. Uscii ancora per una valanga di volte, ma del maschio giovane non rividi traccia. Si concluse così il primo anno di caccia di selezione con, unico trofeo, il bruciante ricordo di una clamorosa padella.

1995 - Claudio - Siena