Il CERVO di Max
______________________________________________________ Inviato l' 1/04/04 ___

Da quattro anni a questa parte, il desiderio di riuscire a prendere un bel cervo mi stava logorando la testa. Un solo cervo fusone era riuscito ad entrare nel mio carniere. A parer mio, preso per puro caso siccome mi trovavo a pochi chilometri dall'abitato, inoltre era assopito. A me è bastato aspettare. L'anno dopo ne ho spadellati ben cinque. Ma il duemila mi riservava delle sorprese indimenticabili ne ero certo. La mia stagione venatoria del duemila non era cominciata nel migliore dei modi avevo spadellato già una cerva, purtroppo non riuscivo a darmene una colpa visto l'anno passato avevo dei forti dubbi sulla mia capacità di cacciatore ma coriaceo come il guscio di una tartaruga non mi davo per vinto e insitevo. Una sera di fine settembre verso gli ultimi giorni di patente decisi di avviarmi per le campagne di Lostallo-Sorte. Il motivo che mi spinse a vagare per le pianure era il continuo eco delle fucilate di altri cacciatori sicuramente molto più fortunati di me. Presi con me il mio fidato Mauser 98, lo schioppo in questione è un'arma dalle doti eccezionali siccome prima veniva usata unicamente nei tiri di gara. Il cavallo di battaglia è lo stecher, sensibilissimo, inoltre il canocchiale un nickel 6x42. Caricai subito all'uscita del paese, infilai in camera una cartuccia blindata, ottima supposta per i caprioli evita di rovinalrli in maniera grave, non si deforma. Giunsi con passo felpato all'altezza del primo campo si granoturco. Pian piano e leggero come una piuma mi avvicinai all'angolo che dava la vista sul prato adiacente. Scorsi subito il manto di un capriolo che faceva risalto con il verde del prato. Mi sdraiai a terra evitando rumori inutili, presi il mio fidato binocolo un 10x40, osservai quell'animale per ben 40 min. ma non mi fidavo si trattava di una capriola, dal manto brutto un po' spellacchiato e dal fare al quanto strano continuava a sollevare il muso nella stessa direzione per più volte. Pensai "...ci deve essere il capretto in giro..." e così era dal campo di granoturco sbucò un fagotto di peli rossastri con le classiche macchie bianche ancora ben visibili. Rimasi ancora per mezz'ora ad osservare quella splendida scena. Ripresi la mia camminata facendo attenzione di non disturbare la famigliola intenta al pascolo. E così facendo mi spostai sull'altro lato della valle dove i campi di granturco erano più numerosi. Con lo sguardo verso nord potei scorgere un cacciatore che scendeva in bicicletta. Allora mi misi in vista in maniera che mi vedeva e non mi portava via la zona. Arrivato circa al terzo campo di grano sempre con esito negativo lo sconforto mi assalì. Cominciavo a lasciarmi andare dicendomi "...anche quest'anno non riuscirò a prendere il cervo..." come per incanto il quell'attimo sentii dei rumori provenire dal campo di mais di fronte a me, mi stesi come un fulmine per terra, strisciando cercai di arrivare al letto di un fosso in secca, arrivato li feci tranquillamente tutti i miei preparativi. L'attesa si fece lunga, niente, nessun rumore, allora presi il binocolo e cominciai e frugare con lo sguardo. Passavo tutte le pinate di mais e cercavo di controllare il più lontano possibile attraverso il campo, ma non era facile. Dopo circa 40 min. un movimento dietro le prime piante mi fece bloccare il continuo andirivieni che mi aveva pervaso nelle ultimi minuti. Questa volta l'intuito era stato dalla mia parte, intravidi un corno a circa 20 m dentro la coltura, si trattava di un cervo!! La gioia mi pervase ma fu subito spenta dall'adrenalina. Il cervo veniva verso di me, man mano che si avvicinava potevo intravedere sempre più la sagoma possente dell'animale. Questo era mastdontico. Le corna quando alzava il capo, si riuscivano ad intravedere le punte, sbucare da sopra le piante di mais. Osservai il selvatico che si era arrestato all'ultima fila del campo, da una parte potei intravedere la corona su di un palco, dal altra parte solo la forca, attesi circa 40 min. prima che il cervo si decidesse ad uscire allo scoperto. L'animale si muoveva lentamente e prima che mi fosse a tiro cominciò a imbrunire allora guardai l'orologio si era fatto tardi e non potevo attendere oltre. Decisi di tirare, presi il Mauser lo appogiai sul sacco, lo misi alla spalla, inquadrai il cervo nel reticolo, disassicurai e cercai di concentrarmi il più possibile ma non era facile l'adrenalina feceva la sua parte rendendomi ancora più difficile il tiro. Passarono solo pochi secondi, armai lo stecher e appena vidi che la croce del reticolo si trovava nel punto giusto sparai, BUMM, la vampata all'interno del cannocchiale mi abbagliò, velocemente scaricai e caricai. Ma il mio sguardo purtuppo si era allontanato dal cervo ed era caduto sull'arma. All' momento che rialziai la testa si poteva ancora udire l'eco della fucilata che aveva rotto il silenzio serale. Presi il binocolo per osservare la situazione ma niente, il dubbio mi assalì.... un'altra padella. Attesi circa 30 min. prima di andare a vedere. Arrivato sul posto feci una minuziosa ricerca nel luogo e nelle immediate vicinanze ma niente, non c'era sangue. Ormai era notte e così feci ritorno a casa lascia il fucile e presi la macchina, con questa tentai ancora di riuscire a trovare eventuali tracce, ma niente. Tutta la notte non riuscii a dormire così l'indomani presi la macchina mi recai a Sorte, la posteggiai e mi incamminai per la solita strada. Arrivato a circa un 500 m dal posto. Presi il binocolo e con sopresa notai un corno che sporgeva dall'erba. Cominciai a correre, il cervo l'avevo preso. Il problema che io ero convinto che era andato verso il fiume ma invece era il contrario. Arrivato sul posto notavo da subito il maestoso trofeo che sfoggiava il cervo era pesantissimo, facevo fatica a spostarlo per l'eviscerazione. Passarono pochi minuti e la gente cominciò ad arrivare e a farmi i complimenti, da prima il Romano un contadino che passava di lì notando l'animale escalmò "...non è un cervo è un manzo.." dovetti farlo pesare dal macellaio perchè la bilancia del guardia caccia arrivava solo a 150 kg. Il suo peso fece fermare l'ago sui 180 kg. E le sue corna fecero misurare la bellezza di 97 cm di media, un vero record per le nostre latitudini!!