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in nessuna attività umana è altrettanto indispensabile
essere portatori di una ferrea etica come nella caccia,
e nella caccia di selezione in particolare. Per etica si
intende tutta quella serie di regole non scritte ma altrettanto
valide che devono essere rispettate perché ci si
possa sentire in pace con se stessi e con l'ambiente dopo
un abbattimento. Per etica s'intende quel modo di svolgere
l'attività venatoria così da non guardare
solamente ai risultati ma da inserirsi, nell'atto violento
che comunque si compie. La caccia si definisce nobile, intesa
come generosità di comportamento, elevatezza di stile,
gentilezza di cuore, e solo chi si fregia di tali doti e
le adorna con il fascio di nozioni necessarie per dirigersi
nel campo dell'utilizzazione della selvaggina, può
francamente appellarsi cacciatore. Al giorno d'oggi è
difficile dare credito a tradizioni con le quali non abbiamo
niente da spartire: il bel corredo folcloristico di attività
importate dal mondo germanico è perfettamente inserito
nella cornice alpina ma stona fuori dalle "dentate
e scintillanti vette". In Toscana o sull'Appennino
in generale, insistere con i vestiti di loden, i pennacchi
sui cappelli, i pantaloni a "saltafosso", i saluti
"Waidmannsheil" e simili risulta anacronistico.
Ad ognuno le sue tradizioni, il sentimento di rispetto per
l'animale abbattuto lo si deve provare dentro e non c'è
bisogno di esternarlo secondo modalità che non ci
sono proprie.Prima di tutto etica e rispetto assoluto delle
regole, poi è rispetto per l'animale al quale abbiamo
tolto la vita, poi rispetto per l'ambiente tutto e infine
per gli altri cacciatori e, soprattutto, per coloro che
cacciatori non sono. Per tutte queste cose bisogna, sia
prima di premere il grilletto che dopo, nel deprecabile
caso di un ferimento, essere il più possibile sicuri
di non provocare inutili sofferenze all'animale, e non abbandonare
le ricerche di un capo ferito fino al suo ritrovamento.
Anche con il capo abbattuto conviene tenere un comportamento
il più possibile rispettoso, senza rovinare la spoglia
e senza esibirla, ciondolante e sanguinosa, rispettando
la sensibilità di chi non la pensa come noi.
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