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CERVIDI

La classificazione ufficiale ci dice che i cervidi sono vertebrati, mammiferi, del super-ordine degli ungulati, cioè degli animali che camminano sulle unghie, dell'ordine degli artiodattili, cioè hanno un numero di dita pari, quattro per zampa, delle quali due non toccano quasi mai il terreno, sono ruminanti ed infine della famiglia dei cervidi.
Questa famiglia comprende in Europa il cervo vero e proprio (cervus elaphus), il daino (dama dama), il capriolo (capreolus capreolus) e l'alce (alces alces). Questi animali hanno alcuni tratti che li accomunano, a noi interessa sottolineare la particolarità dei maschi di avere corna di osso pieno ("plenicorni") che cadono e si riformano tutti gli anni, per questo motivo sono classificati anche come "caducicorni". In particolare il cranio ha due bozze o prolungamenti dell'osso frontale sulla sommità della cervice detti "steli" dai quali crescono annualmente delle masse ossee di varia forma, i "palchi", ricoperte di pelle e fittamente vascolarizzate, il "velluto". Al termine della crescita questa pelle si atrofizza e muore e viene grattata via dall'animale che soffrega i palchi sulle piante e lascia così l'osso dei palchi nudo; questa operazione si chiama "pulitura". Questo osso inizialmente è bianco, poi, con l'azione dei succhi vegetali, del tannino e delle resine con le quali viene in contatto con lo sfregamento, si colora tanto più intensamente quanto più l'animale è sano e robusto. Questi palchi costituiscono il 'trofeo" dell'animale e vengono usati per imporre una gerarchia con gli altri maschi nel periodo degli amori. Terminato questo periodo le cellule che sono alla base dei palchi (osteoni) si erodono, perdono compattezza e causano la caduta dei palchi stessi o "getto". Quasi subito dagli steli ricomincia il processo di formazione di un nuovo palco ed il ciclo ha inizio di nuovo. I palchi dei cervídi hanno una conformazione diversa durante le varie età degli animali; esili, piccoli e non ramificati nel primo anno di vita sono detti "fusoni" o " prime teste", via via che l'animale cresce il palco aumenta in ampiezza, peso e, spesso, ramificazioni fino a raggiungere il massimo dello sviluppo nell'animale nel pieno della maturità sessuale. Da questo punto in poi il palco regredisce ogni anno di più perdendo dimensione, peso e numero di ramificazioni parallelamente all'invecchiare dell'animale. Gli steli invece si ingrossano e si accorciano col passare degli anni. Quindi il trofeo non è uno strumento per valutare correttamente l'età dei cervidi ma solamente per suddividerli nelle principali classi d'età: subadulti, adulti e vecchi in regresso. Solamente attraverso lo studio dei denti degli animali e del loro grado di consunzione si è in grado di stabilire correttamente l'età del capo.
 
 
 

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